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| A dieci anni dall'introduzione
dei DRG un Mattone per aggiornarli e renderli omogenei sul territorio. |
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| Cosa
sono i DRG. |
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All'interno del Glossario del portale del Ministero della Salute i Diagnosis
Related Group (DRG) vengono definiti nel modo che segue:
"Categoria di pazienti ospedalieri definita in modo che essi presentino
caratteristiche cliniche analoghe e richiedano per il loro trattamento
volumi omogenei di risorse ospedaliere. Per assegnare ciascun paziente
ad uno specifico DRG sono necessarie le seguenti informazioni: la diagnosi
principale di dimissione, tutte le diagnosi secondarie, tutti gli interventi
chirurgici e le principali procedure diagnostiche e terapeutiche, l'età,
il sesso e la modalità di dimissione. La versione attualmente utilizzata
è la decima."
I DRG più che un sistema di codifica sono un sistema di classificazione
in quanto non si limitano solo a descrivere gli eventi ma vengono dati
con una logica di organizzazione che definisce le condizioni di similarità
tra casi diversi attribuiti alla stessa categoria. In questo senso i DRG
non sono quindi alternativi alla codifica delle diagnosi di dimissione
secondo la Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-9),
ma la utilizzano come una delle variabili, la più importante, che
determina l'attribuzione di un ricovero ai gruppi finali, assieme agli
eventuali interventi chirurgici, ad altre patologie concomitanti, all'età
ed allo stato alla dimissione.
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| Da dove vengono i
DRG |
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Il modello di riferimento per il sistema di pagamento basato sui DRG è
rappresentato dal Sistema di Pagamento Prospettivo (Prospective Payment
System-PPS) in uso negli Stati Uniti dal 1983.
Nel modello della Health Care Financing Administration, la tariffa pagata
per ciascun DRG deriva sostanzialmente da due fattori: il pagamento standardizzato
nazionale aggiustato (PNSA) ed il Peso Relativo (PR) attribuito a ciascun
DRG.
- Il PNSA rappresenta il costo medio di un paziente ricoverato in un ospedale
americano "medio" (non legato alla ricerca e all'insegnamento).
- Il Peso Relativo rappresenta l'indice di costo associato a ciascun DRG
ed esprime il grado di "costosità relativa" del DRG rispetto
al costo medio per dimissione, espresso dal PNSA.
Il risultato che si ottiente dall'applicazione di questi fattori rappresenta
il costo medio complessivo dell'assistenza ospedaliera per tutti i ricoveri
attribuiti a quel DRG ed è comprensivo del costo di tutti i servizi
ricevuti in degenza, inclusi servizi alberghieri, gli esami di laboratorio
e di radiologia, le eventuali giornate di degenza, i ricoveri in reparti
di terapia intensiva, l'assistenza infermieristica, ecc.
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| Alcune tappe del percorso normativo |
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L'art. 8, quinto comma, del D.L. 30/12/92 n. 502, modificato dal D.L.
7/12/93 n. 517, ha previsto che l'Azienda Sanitaria Locale assicuri l'erogazione
delle prestazioni sanitarie ai cittadini attraverso appositi rapporti
con i "produttori" fondati sulla corresponsione di un corrispettivo
predeterminato. Sono escluse le prestazioni dei medici di medicina generale
e dei pediatri di libera scelta. La Regione (tramite l'ASL) diventa committente
della prestazione sanitaria che viene erogata da un ente produttore, pubblico
o privato accreditato.
Il D.M. del 15 aprile 1994, emanato in attuazione del decreto legislativo
517/93, determina i criteri che debbono essere tenuti presenti dalle regioni
per la fissazione delle tariffe seguendo sostanzialmente gli stessi principi
del sistema americano prevedendo cioè che i ricoveri ordinari attribuiti
a ciascun DRG siano remunerati secondo tre distinte tariffe, relative
rispettivamente a: 1) ricoveri di un giorno, per i pazienti non deceduti
o trasferiti ad altri ospedali (T1); 2) ricoveri "anomali",
con durata più lunga rispetto alla media del gruppo (trim
point) definito a livello regionale e per i quali è previsto
un incremento della tariffa ordinaria, pari al prodotto del costo marginale
delle giornate di degenza per il numero totale delle giornate di degenza
in eccesso (T3); 3) ricoveri standard, con durata di degenza superiore
ad un giorno e inferiore al punto di "trimmatura" che identifica
i ricoveri anomali (T2).
I Decreti Legge 29 ottobre 1994, n. 603, e 23 dicembre 1994, n. 722, anticipano
al 1° gennaio 1995 l'introduzione del pagamento a tariffa per le prestazioni
di assistenza ospedaliera e prevedono l'adozione da parte dell'allora
Ministero della Sanità di un apposito decreto, con la determinazione
delle tariffe, entro il 15 dicembre 1994 (emanato il 14 dicembre 1994),
da applicare in caso di inadempienza da parte delle regioni.
La legge 23 dicembre 1994, n. 724 (collegata alla finanziaria 1995), nel
richiamare la remunerazione a tariffa delle prestazioni, stabilisce un
puntuale sistema di finanziamento per le aziende ospedaliere.
Il Piano Sanitario Nazionale 1994-1996 (D.P.R.1/3/94), al paragrafo 8,
conferma che il finanziamento di tutti gli erogatori pubblici o privati,
deve avvenire sulla base di tariffe predeterminate, fissate a livello
regionale secondo criteri generali stabiliti a livello nazionale.
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| Atteggiamenti ed effetti prodotti
dai DRG |
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L'introduzione dei DRG ha portato diversi mutamenti di carattere politico,
culturale e organizzativo all'interno del Servizio Sanitario Nazionale.
Da un punto di vista politico la Riforma sanitaria del 1978 subisce una
deviazione. Nata e fondata su alcuni presupposti che nascevano direttamente
dal contesto politico e sociale del periodo, essa partiva dalla programmazione
dei "livelli delle prestazioni sanitarie che devono essere, comunque,
garantite a tutti i cittadini" (art. 3, l. 833/78) per arrivare all'individuazione
del fabbisogno finanziario del SSN.
Motivi di natura economica, finanziaria, demografica, ecc. hanno modificato
il modo di orientarsi al SSN invertendo il punto di partenza. Il D.L.
502/92 all'art. 1 prevede, infatti, che la programmazione sanitaria ed
i LEA debbano essere vincolati agli "obiettivi della programmazione
socio-sanitaria nazionale e all'entità del finanziamento assicurato
al SSN".
Con l'incardinarsi del sistema, poi, sono emerse questioni di carattere
culturale e organizzativo che avevano a che fare con un approccio in cui
la politica ospedaliera si focalizzava sull'aumento del numero dei ricoveri
e sul contenimento dei costi di produzione al di sotto dei livelli definiti
dalle tariffe.
Gli studi e le indagini di questi anni hanno spesso messo in evidenza
come taluni enti non riuscissero a rispettare i parametri fissati dai
DRG e come altri li rispettavano a costo di dimettere pazienti non ancora
completamente guariti; come taluni abbiano subito organizzato corsi di
formazione per i medici perché ci fosse una responsabilizzazione
e come altri abbiano delegato il compito al settore infermieristico considerando
l'attività dei DRG come mera amministrazione contabile; e, infine,
come la definizione dei DRG abbia comportato notevoli differenze di costo
per lo stesso DRG tra le diverse regioni.
E' chiaro che a tutto ciò il modello (attraverso le normative)
aveva previsto dei correttivi e, in particolare, dei controlli esterni
e interni alle strutture erogatrici di prestazioni.
E' previsto, infatti, che le Regioni assicurino l'attivazione presso ciascuna
ASL di specifici controlli "nei quali integrare l'attività
delle commissioni professionali per la verifica e la revisione della qualità
dei servizi e delle prestazioni costituite ai sensi degli articoli 69
e 135 del DPR 25 Novembre 1990", finalizzati a contrastare la tendenza,
da parte dei soggetti erogatori, a moltiplicare le prestazioni, a erogare
prevalentemente le prestazioni più remunerative, a modificare la
definizione delle prestazioni erogate, ecc. Si tratta di controlli che
hanno l'obiettivo di verificare la correttezza della compilazione della
scheda nosologica, la frequenza nella casistica dei casi per i quali sia
riconosciuto un rimborso fuori tariffa, ecc. Per quanto riguarda i controlli
al livello di strutture sanitarie, lo stesso decreto indica l'esigenza
di individuare, al proprio interno, un "soggetto responsabile per
i controlli".
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Perché un mattone sui DRG
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Restando fermo il tema del linguagio comune, tipico di tutti i Mattoni,
e parlando di costi, si inserisce il tema dei pesi assegnati ai DRG. Come
si è accennato sopra, una delle grandi questioni è legata
alla disparità - a volte notevole - del valore assegnato ad una
determinata prestazione a seconda della sua erogazione geografica, problema
che va a incidere sul finanziamento delle Regioni.
Le altre questioni, descritte più approfonditamente nell'intervista
alla dott.ssa Eleonora Verdini, responsabile del Mattone "Evoluzione
del sistema DRG nazionale", sono relative al lavoro di omologazione,
classificazione e aggiornamento dei DRG: l'evolversi della medicina e
delle prestazioni comporta anche una modifica costante di tutti gli elementi
del sistem adottato.
Per quanto riguarda l'Esperienza, in questo numero dedicato al Mattone
sui DRG, abbiamo deciso di raccogliere i progetti presentati ai Premi
Sanità di Forum P.A. che avessero affrontato anche la questione
della classificazione e gestione dei DRG.
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